PINO PIRAS, IL DOLORE CHE RIDE di Raffaele Sari Bozzolo
Giuseppe Piras, noto Pino, nacque ad Alghero il 18 marzo del 1941 in una umile casa nel cuore del centro storico, a due passi dagli antichi bastioni e dalla cattedrale di Santa Maria, due dei monumentali simboli della città.
Fra quelle viuzze e piazzette acciottolate a “ginquetes” trascorse un’infanzia semplice, assimilando quello spirito irrequieto, ora giocoso e scanzonato, ora triste e malinconico, che anima la gente e le vicende di quei vicoli, quell’ironico e schietto carattere algherese che più tardi animò la sua produzione artistica.
Di famiglia numerosa e modesta dunque, Pino ebbe fin da bambino un’esistenza difficile, segnata da gravi vicissitudini di salute: dopo essere venuto al mondo con un pericoloso parto podalico, a tre mesi rischiò di morire per una forte broncopolmonite e a 16 anni ebbe una paralisi facciale in conseguenza di una congestione che lo colse mentre faceva il bagno nel mare antistante la spiaggetta de “Las tronas”; in quell’occasione rischiò anche l’annegamento e fu salvato da un passante perché gli amici presenti credevano stesse semplicemente inscenando uno dei suoi soliti scherzi.
Giovanissimo, non ancora quindicenne, insieme al suo inseparabile amico Pino Ferraris (che l’accompagnò anche in un riuscito sodalizio artistico per gran parte della sua carriera), già rivelava le sue attitudini creative, componendo parodie e canzoni; le prime, naturalmente, furono canzoni d’amore, spesso serenate, e talune divennero piuttosto note pur senza essere mai state incise.
Tra i suoi componimenti vi furono i versi di una dolcissima serenata intitolata “S’alça la lluna”, che da adolescente dedicò ad una sua coetanea: So’ nat per a tu/ sés nada per a mi/ quan te ferm/ me tens de diure sì/ S’alça la lluna al cel de l’Alguer/ i jo me trob sol al carter/ al carter sol saps per co’/ pensant a tu no prenc son/ Tu dormis embolicada/ en un blanc llençol/ mentres un jove te cerca/ i un cor te vol/ possibile que tu no entenguis la veu de l’amor?/La veu de l’amor que a tots mos diu de/ cercar un altre cor…
L’infanzia e l’adolescenza trascorsero troppo velocemente. Quando giunse il momento d’inserirsi nel mondo del lavoro, anche Pino, come molti suoi concittadini, dovette emigrare all’estero. Tra i ventidue e ventitré anni andò a lavorare in Germania come operaio in una fabbrica della Wolkswaghen.
A 24 anni lasciò il lavoro e – tornato in Italia, a Milano – formò con un gruppo di amici una gruppo musicale, denominato “Jackals”, formato da cinque elementi (chitarra, basso, organo,saxofono e batteria). Con i “Jackals” Piras, già noto soprattutto fra i suoi connazionali emigranti, interpretò canzoni in italiano raccogliendo un incoraggiante successo culminato con l’incisione, su etichetta Record, di un disco contenente due canzoni: “Il lamento” e “Tante volte”.
Nel 1967 Piras tornò in Sardegna e per un anno girò l’isola col gruppo per serate e concerti un po’ ovunque; l’anno seguente si sposò con Lidia Castangia.
Nel 1969 tornò, con tutta la famiglia, a Milano, lavorando in una fabbrica di medicinali. Il sabato e la domenica girava per le sale da ballo del nord Italia suonando con i suoi “Jackals”.
Nella capitale lombarda ebbe probabilmente modo di conoscere, seppure da semplice spettatore, il nuovo teatro comico ed il cabaret che proprio in quegli anni rappresentava la più forte innovazione e la più prolifica fucina di talenti ed idee nel panorama dello spettacolo italiano.
Senza dubbio questa esperienza fu importantissima per la sua formazione artistica.
Nel 1971, tornato in Sardegna, Piras lavorò saltuariamente come muratore manovale e per circa un anno fu assunto a Cagliari presso un’impresa di pulizie. Aveva già 4 figli.
Nel 1973, tornato nella sua città natale, in un periodo di forte riaffermazione della peculiare identità linguistica locale, fu tra i soci fondatori del “Bar del folklore”, punto d’incontro tra i preferiti da molti degli appassionati di cultura e canzoni algheresi. Finita quell’esperienza, con altri due soci, curò la gestione di un nuovo locale, la discoteca-dancing “Tipiba”; questa impresa ebbe poca fortuna e si concluse con un fallimento.
Fu forse fra i tavoli di quei locali, nelle lunghe serate a parlare e fare musica fra amici, che maturò il progetto della “Companyia del Reganal”, una nuova compagnia teatrale popolare nata per mettere in scena i copioni che lo stesso Piras andava scrivendo fin dal 1968.
Il 1976 fu l’anno dell’esordio teatrale come autore e regista con “Pais de alegries”, una commedia satirica in due atti, presentata al cinema teatro Selva ed accolta da un entusiastico apprezzamento del pubblico e della critica (il copione fu pubblicato nell’ottobre del 1982 dalle edizioni Bastiò, con prefazione di Neria De Giovanni).
Nel 1979 Piras dovette emigrare ancora, andando a lavorare per un anno a Milano; finalmente – nel 1980 – assunto come muratore dal Comune, tornò a titolo definitivo ad Alghero, trovando alloggio in un magazzino delle case popolari di via Sant’Agostino. Nel 1982 si ammalò gravemente: la diagnosi parlava di tubercolosi, ma forse si trattò di un primo campanello d’allarme.
Le precarie condizioni di salute e le difficoltà economiche non ne smorzarono né l’entusiasmo, né l’orgoglio, anzi sembrarono rilanciarne i progetti artistici; così, proprio in quei primi anni ’80, mentre raccoglieva già un lusinghiero successo come cantautore, Piras si dedicò a portare in scena altri suoi testi teatrali, più tardi registrati e trasmessi da un’emittente televisiva locale. Vi fu persino il progetto di un breve tour di spettacoli in Catalogna che non si realizzò per mancanza dei fondi necessari.
Negli anni ’80 l’attività di Pino si fa intensa e raccoglie consensi sempre più ampi, anche se, per il suo naturale istinto satirico e per il suo carattere libero, incontra l’ostracismo di alcuni che cercano di arginarne la crescente popolarità. Sembrano avvicinarsi grandi e memorabili sviluppi nella sua carriera ed egli crede sempre più nell’impegno teatrale, nella necessità di una maturazione linguistica dei suoi testi, nel confronto e nella collaborazione con alcuni artisti che avevano con lui una naturale affinità, il ritmo della sua maturazione artistica cresce frenetico, come testimoniano i suoi diari, i suoi quaderni, i suoi progetti rimasti inediti per il teatro e la canzone; invece beffarda e crudele si avvicina la sua scomparsa. Il 30 maggio del 1989 Alghero perde Pino Piras. |
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